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Quali paesi investono di più nell’arte moderna?

Per saperlo abbiamo sotto mano un report del Mercato dell`Arte moderna al 2023 ormai considerato sempre più un vero e proprio asset strategico di investimento anche in Italia anziché un semplice bene rifugio.
Da tale report si evince che Parigi, la penisola araba e l’ascesa inarrestabile dell’Asia ne fanno da padrona.  Operatori, collezionisti e amanti dell`arte lo avevano già messo in conto: dopo l`exploit del settore nel 2022 eguagliare tali risultati sarebbe stato impossibile. Eppure il 2023, nonostante la contrazione del volume d`affari dello scenario artistico, ha rivelato una serie di aspetti interessanti utili a tracciare nuovi confini di mercato in un panorama sempre più globalizzato. Nel 2023 la Ville Lumière ha senza dubbio conquistato un ruolo di spicco nel mercato artistico europeo grazie anche alla seconda edizione della mostra mercato Paris+ par Art Basel.

I meriti però non sono solo da attribuirsi al colosso fieristico svizzero, nonostante i riscontri positivi dei visitatori e le buone transazioni effettuate dai partecipanti: molte prestigiose gallerie internazionali hanno aperto nuove sedi nella capitale francese e i risultati delle aste battute in città hanno confermato come Parigi stia progressivamente guadagnando terreno nei confronti del Regno Unito post Brexit.
USA e Regno Unito: una riconferma nonostante tutto Stante l`innegabile difficoltà, riscontrata soprattutto a livello burocratico, dal paese d`oltremanica, come sottolineato nel “The 2023 Contemporary Art Market Report” di Artprice, Stati Uniti e Regno Unito mantengono comunque una posizione di preminenza nel settore.
Gli Stati Uniti sono leader nell`ambito con 857 milioni di dollari (in calo rispetto al miliardo di $ del 2022); il Regno Unito con 376 milioni di $ (486 milioni nel 2022) si colloca in terza posizione dopo la Cina. Se guardiamo al 2013 i due paesi insieme arrivavano al 65% del fatturato mondiale delle aste di arte contemporanea, ma questo era ben prima dell’espansione del mercato asiatico dell’arte.

La crescita inarrestabile dell`Asia ecco il vero elemento da attenzionare: l`ampliamento costante del mercato asiatico, che vede come paese trainante la Cina. Oltre alla Cina, anche Giappone e Corea del Sud fanno sentire la loro voce in fatto di acquisiti d`opere, nonostante un calo registrato quest`anno. Infatti, nell`ultimo decennio, i mercati giapponesi e sudcoreani hanno segnato un più 940% del fatturato delle aste di arte contemporanea. In particolare, Seoul è diventata un vero e proprio polo d’attrazione artistico culturale dopo la seconda edizione della fiera d`arte Frieze e l’apertura di numerose gallerie internazionali.

La penisola araba punta sulle istituzioni. Se in fatto di fiere e transazioni in asta i numeri non sono ancora molto rilevanti a livello globale, tranne qualche caso specifico, in futuro altri player potrebbero animare lo scenario artistico mondiale: si tratta dei paesi arabi che, al momento, stanno investendo sempre più risorse nell`apertura di nuovi e futuristici poli museali, oltre a puntare ad ospitare grandi eventi.

Mercato dell’arte contemporanea 2023: conclusioni e panoramica globale Il settore, anche nel 2023, ha confermato il suo progressivo avvicinamento alle industrie del lusso e a tutte quelle voci di spesa che caratterizzano lo stile di vita degli HNWI (High-Net-Worth-Individual). In conclusione, il mercato dell`arte 2023 si configura come un terreno di trasformazioni dinamiche, con l’Asia che rafforza costantemente la sua posizione dominante: il dialogo tra continenti e l’evoluzione degli scambi offrono prospettive affascinanti per il futuro della cultura su scala globale.