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Polizze vita, novità dalla Corte di Cassazione sugli eredi legittimi

Ecco cosa succede se il contraente di un’assicurazione sulla vita muore senza testamento avendo designato, quali beneficiari della polizza, i suoi “eredi legittimi in parti uguali”.

Nel caso affrontato dalla Cassazione il contraente della polizza, morto senza coniuge né figli (o loro discendenti), aveva lasciato a sé superstiti sette figli di suoi fratelli (questi ultimi tutti premorti al de cuius) e un suo nipote, figlio di un figlio di un suo fratello (anche questi ultimi due erano premorti al de cuius). Ebbene, la controversia è insorta sul punto se il beneficio dell’assicurazione fosse da dividere per sette o per otto.

La risposta della Cassazione ha stabilito i seguenti passaggi:

  • la designazione generica degli “eredi” comporta che la ripartizione dell’indennizzo tra gli aventi diritto non si effettua secondo le regole della successione ereditaria, ma a ciascuno spetta una quota uguale dell’indennizzo assicurativo;
  • se uno dei beneficiari di un contratto di assicurazione sulla vita premuore al contraente, la prestazione dell’assicuratore deve essere eseguita a favore degli eredi del premorto in proporzione della quota di eredità che sarebbe spettata a quest’ultimo;
  • se l’erede legittimo sia un figlio o un fratello del de cuius che non accetti l’eredità, i suoi discendenti subentrano (in base al meccanismo della cosiddetta “rappresentazione”) nella quota di beneficio assicurativo che sarebbe spettato al loro ascendente.

Se il contraente di un’assicurazione sulla vita muore senza testamento e ha designato, come beneficiari della polizza, i suoi “eredi legittimi in parti uguali”, la prestazione dell’assicuratore deve essere effettuata anche a vantaggio di coloro che sono chiamati all’eredità per “rappresentazione”.

Quindi i figli di figli o di fratelli del de cuius quando il loro ascendente non abbia potuto (perché premorto al de cuius) o non abbia voluto (perché vi abbia rinunciato) accettare l’eredità del de cuius.

È quanto deciso dalla Cassazione con l’ordinanza 24951 del 21 agosto 2023, riportata da Il Sole 24 Ore, nella quale viene pure stabilito che, a vantaggio dei beneficiari della polizza sulla vita, l’indennizzo dovuto dall’assicuratore deve comprendere gli interessi corrispettivi da calcolarsi dal giorno di apertura della successione del contraente.

Questo è stabilito in quanto si tratta di un credito liquido (e cioè determinato o determinabile) ed esigibile e non conta che ci sia una controversia per stabilire quali e quanti fossero i soggetti beneficiari della polizza.

Articolo da Citywire del 23 agosto 2023

Sono Consulente Finanziario dal 1997. Da sempre collaboro con le più grandi realtà bancarie italiane.